“Distretto di polizia 8″: riassunto episodi 11 e 12: “Invisibili” – “L’economia dei sentimenti”

Undicesimo episodio. Elena (Anna Foglietta), scoperto tramite Antonio (Roberto Nobile) dell’appuntamento di Alessandro (Enrico Silvestrin) con Melissa (Eleonora Sergio), si reca nel posto dove trova Ale priva di sensi.

Il Berti viene dunque portato in ospedale, raggiunto da un furioso Luca (Simone Corrente) che se la prende con Elena per non averlo avvisato dell’indagine privata che stava condudendo il collega.

Poi parla con Alessandro, che fortunatamente ha solo una ferita dietro la testa, che, dopo aver chiesto scusa al Commissario, gli chiede di fargli continuare la pista di Melissa perchè rappresenta l’unica possibilità che hanno.

Luca accetta, così Alessandro, insieme ad Elena, va ad ispezionare la casa di Melissa. I due non trovano nulla di rilevante, fin quando Ale trova una foto che decide di portare al distretto per farla esaminare, in quanto raffigura Melissa in una zona dove con ogni probabilità si va a pescare.


Il compito viene affidato ad Antonio che si occupa di esaminare lo stemma che si vede nella giacca di un uomo sullo sfondo, che potrebbe aiutare a capire dove si trovi la ragazza.

Un uomo, Ettore Ruggieri, è un capocantiere morto presumibilmente cadendo da un’impalcatura. La cosa che però, secondo il medico, sembra essere strana è che vicino al corpo non ci sono tracce di sangue, elemento che dovrebbe esserci in quantità data la ferita.

Secondo le indagini, l’uomo non era apprezzato dai suoi operai per il modo brusco con cui li trattava, quindi i primi sospetti ricadono su coloro che erano stati licenziati di punto in bianco e poi riammessi per eliminare certe spese economiche.

Quando però si viene scoprire che altri due operai dello stesso cantiere erano morti anche loro in circostanze misteriose, si decide di indagare su questa pista.

Anna (Giulia Bevilacqua) indaga sui parenti delle due vittime, scoprendo che quelli della prima si trovano in Calabria, mentre della seconda, straniera, c’è una sorella.

La donna viene rintracciata e, dopo aver negato un coinvolgimento con la vittima, è costretta a confessare quando dai suoi tabulati telefonici è risultato che si sentiva con Ruggieri: l’uomo era un suo amante e aspetta un figlio da lui. L’uomo ha inoltre un monolocale dove l’ha visto entrare con una donna, forse un’amante pure lei.

Alessandro e Anna si recano nel posto e scoprono delle macchie di sangue, nonostante qualcuno abbia cercato di toglierle. Trovano inoltre nel portacenere la fascetta di un sigaro che porta la stessa marca di quelli usati dal sindacalista del cantiere.

L’uomo viene quindi convocato al Commissariato e si ritrova costretto a confessare, dopo che, oltre a questo, viene anche trovato nel cofano della sua macchina del sangue compatibile con quello di Ruggieri: quest’ultimo voleva cambiare vita come Paola, la sua amante, gli aveva chiesto, ma Ralli non era daccordo. Durante la loro discussione, l’uomo ha spinto il capocantiere causandone la morte e poi, portato il corpo nel cantiere, ne ha simulato la caduta.

Arrivano i risultati delle analisi di Carlo (Clemente Pernarella) che Luca aveva fatto fare privatamente. Il Commissario vedendo i risultati sorride. Anna a casa, trovato il foglio, se la prende con Luca che a sua volta le dice di averlo fatto per lei e che comunque deve essere contenta perchè il suo fidanzato è pulito. Lei risponde dicendo che non doveva farlo lo stesso dato che a Carlo aveva già creduto.

Anna però, capite le buone intenzioni di Luca, gli chiede scusa, ammettendo di essere più serena dopo il risultato delle analisi e i due poi si abbracciano.

Ugo (Marco Marzocca) si occupa del caso di un uomo truffato da un venditore di macchine. Il poliziotto, sempre in coppia con Klaus (Pino Quartullo) che non sembra più staccarsi da lui, creando non pochi problemi, riesce a smascherare il truffatore simulando un finto appuntamento con lui.

Vittoria (Daniela Morozzi), parlando con Antonio, gli racconta di come Giuseppe (Gianni Ferreri) sia un pò aimpacciato con la bimba, dato che una volta le ha messo la tutina al contrario. Questa frase illumina Antonio che capisce che la foto in realtà è al contrario, quindi, scoperta l’identità dello stemma, lo comunica ad Alessandro.

I poliziotti vanno quindi sul posto dove interrogano un uomo della zona che, riconosciuta Melissa nella foto, comunica che la ragazza ha affittato una villetta poco distante dalla zona.

Giulio (Emiliano Coltorti), che era andato lì, dopo aver visto i poliziotti torna alla villetta per avvisare i due complici. Valerio (Massimo De Santis), prima di scappare, prepara una valigia bomba.

Quando i poliziotti arrivano lì entrano in casa ma nn c’è nessuno. Luca vede la valigia, la apre, vede che è una bomba e urla a tutti di scappare.
Dodicesimo episodio. Tutti i poliziotti riescono, miracolosamente, a salvarsi dalla bomba appena in tempo. Una notizia arriva inoltre per loro: i proiettoli trovati fuori dalla baita sono gli stessi usati nella rapina, questo fa capire che si trovano nella pista giusta.

Un uomo, Giorgio Pepe, viene trovato morto nel garage dell’albergo in cui soggiornava. L’uomo viveva con Sonia, la sua seconda meglie, e il cognato Loris, e gestiva l’azienda che apparteva al padre di Sonia.

Le prime ipotesi dell’omicidio ricadono sul socio in affari, che denunciava alcuni ammanchi nel capitale della società, e la prima moglie, Stefania, dalla cui aveva avuto un figlio, Benedetto, gravemente malato al fegato e bisognoso di una donazione per poter sopravvivere. In caso contrario il bambino può sopravivvere solo se effettua una costosa terapia negli Stati Uniti, quindi dalla morte del marito la donna guadagnerebbe dei privilegi per poterlo guarire.

Si viene a scoprire, però, che in realtà Benedetto non era figlio di Pepe, ma era nato da un rapporto extraconiugale che la donna aveva avuto, nonostante la donna sperava che il marito non lo venisse a sapere una volta effettuati i test per la compatibilità del fegato.

Una volta scoperto che il figlio non era suo, però, Pepe voleva ugualmente aiutare il bambino dando la somma necessaria.

Quando i poliziotti vanno a casa di Sonia per poterla interrogare, scoprono che il fratello, uscito di casa, tenta la fuga. Una volta preso non gli resta che confessare: Giorgio aveva scoperto che in realtà gli ammanchi erano stati causati dal cognato quindi, per far risanare il debito, gli aveva chiesto di vendere un appartamento di sua proprietà.

Quando Loris raggiunge Giorgio nel suo albergo i due hanno una discussione durante la quale il primo prende una sbarra di ferro colpendolo alla testa.

Quando Sonia viene a conoscenza dell’accaduto e dell’atto del defunto marito nei confronti del bambino di Stefania, decide di recarsi all’ospedale dalla donna per offrirsi lei stessa di dare la somma necessaria per poterlo aiutare.

Ugo, nel frattempo, sempre più geloso di Klaus, gli chiede consiglio su come poter essere più sicuro di sè.

Dopo aver inoltre notato che la fotocopiatrice si guasta spesso, Ugo scopre che a guastarla era la stessa addetta alle manutenzioni che, fingendo di riparlarla, aumentava i suoi inceppi e questo per poter guadagnare qualcosa in più data la sua situazione economica. Ugo si mostra comprensivo nei suoi confronti e decide di non denunciarla.

Marco, dopo aver scoperto tramite Elena, dei proiettoli trovati nella villetta, avvisa i due fratelli Flaviano infuriati più che mai. Marco ha però una soluzione: propone infatti di nascondere le armi in uno dei depositi di Gerace e di far chiamare Alessandro da Melissa in modo da simulare una soffiata. E il piano funziona alla grande, Gerace e i suoi uomini vengono arrestati e il caso sembra essere chiuso.

La dottoressa Orlandi (Sara D’Amario) fa i complimenti a Luca che a sua volta ringrazia la squadra. Antonio, come aveva deciso in predenza, decide di andare in pensione e, dopo aver fatto un ultimo giro al distretto, saluta e abbraccia Luca.

Alessandro, rimasto in Commissariato, va da Luca, rimasto anche lui lì. I due parlano del più e del meno ma ecco che poi Luca prende la parola “Non sei convinto neanche tu vero?”. I due credono che in realtà hanno arrestato le persone sbagliate, era filato tutto liscio durante la cattura e questo non è il tipo di cosa che di solito succedeva con gli assassini di Irene: il caso non è ancora chiuso.

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