Home > Fiction Italiane, Riassunti episodi > “Distretto di polizia 8″: riassunto episodi 7 e 8: “Abuso di potere” – “Cassetta numero 37″

“Distretto di polizia 8″: riassunto episodi 7 e 8: “Abuso di potere” – “Cassetta numero 37″

Settimo episodio. La scena si apre con l’omicidio di un uomo, Augusto Barbieri, direttore di un call-center, trovato morto nel suo ufficio da una delle sue dipendenti. Nell’ufficio si trovava anche la moglie Ludovica (Rosanna Banfi), accanto al corpo e con in mano il tagliacarte con cui era stato pugnalato l’uomo.

Del caso si occupano Anna (Giulia Bevilacqua) e Elena (Anna Foglietta) che per cominciare interrogano Ludovica: lei sembra sotto shock ed ha difficoltà a parlare, dopodichè dice di aver trovato l’uomo già morto, di aver tolto il tagliacarte e di essersi sporcata così di sangue.

I risultati dell’autopsia sembrano confermare la versione della donna, in quanto Barbieri risulta essere morto alle 14:00 e non alle 17:00 quando Ludovica si trovava con lui. Dall’autopsia vengono inoltre trovate traccie di una donna con cui l’uomo aveva avuto dei rapporti sessuali, quindi la ricerca cade sulle dipendenti dato che l’uomo è sempre stato nel suo ufficio.


E difatti si scopre tramite un’impiegata che Barbieri dava alle ragazze dei contratti a tempo determinato in cambio di rapporti sessuali. Anna e Elena interrogano così le uniche tre donne con un contratto a tempo determinato e una di loro, Alba, confessa di aver avuto rapporti sessuali con lui quel giorno, e questo per poter avere uno stipendio migliore.

Quando poi la ragazza va via con il padre, quest’ultimo torna dai poliziotti per riferire di aver sentito qualche giorno prima Alba e Riccardo, il suo ragazzo, litigare e sentir spesso pronunciare il nome di Barbieri.

Continuano, intanto, le indagini sui presunti rapinatori delle banche, quindi Luca (Simone Corrente) e Alessandro (Enrico Silvestrin) tornano alla “Talicam” per comunicare al responsabile che a riferire i codici possa essere un esterno, ma anche questa versione gli risulta impossibile in quanto i loro addetti alle pulizie sono tutti di bassa istruzione. Alessandro nota poi una porta e l’uomo gli spiega che lì si trovano i terminali con i codici scaduti, vale a dire che quando i codici vengono aggiornati quelli vecchi rimangono attivi per un paio d’ore prima di essere sostituiti definitivamente. Questo è un dato importante, in quanto Alessandro osserva che qualcuno possa approfittare di quella finestra temporale per prendere i codici e svaligiare la banca. I primi sospetti cadono quindi su Rinaldi, l’uomo che si occupa di mettere le merendine nella macchinetta che si trova nella stessa stanza.

Elena e Anna trovano Riccardo che, dopo aver inizialmente detto che quel pomeriggio si trovava a lezione, confessa poi di aver passato il pomeriggio a casa della sua ex dopo aver chiuso con Alba.

Elena, in quel momento, riceve una telefonata che comunica che a casa di Barbieri era scattato l’antifurto. Non si sa se era una sempliche coincidenza, ma le due poliziotte decidono di ispezionare la casa per scoprire se possa esserci qualche collegamento con l’omicidio.

Lo studio è sottosopra, quindi chiunque fosse stato cercava sicuramente qualcosa lì. Intuiscono inoltre che si tratta di gente inesperta dato che non ha staccato l’antifurto e ha lasciato delle tracce: l’unghia che apparteneva a una delle dipendenti.

Elena e Anna interrogano nuovamente le tre ragazze che però sembrano coprirsi a vicenda, fin quando una seconda ispezione della casa fa scoprire a Luca che l’uomo aveva delle cassette contenenti i suoi stupri: era questo che cercavano le ragazze.

Luca, inoltre, intuisce che, dato che gli stupri avvenivano nel suo ufficio, lì potrebbe ancora trovarsi la cassetta di del pomeriggio in cui è stato assassinato, e difatti una volta trovata la telecamera e visualizzata la cassetta scoprono che a uccidere l’uomo era stata la moglie Ludovica.

Vittoria (Daniela Morozzi) chiede a Giuseppe (Gianni Ferreri) di parlare con i vicini, dato che continuano a litigare di brutto quotidianamente, ma lui non sembra dare lo stesso peso alla cosa, pensando che sia solo un problema della moglie che dopo il parto sente la mancanza del lavoro.

Le sue convinzioni però aumentano quando Vittoria vede, da dietro la porta, il vicino trasportare un baule da cui fuoriescono dei capelli. Convinta che ci sia dietro un omicidio, si decide a parlare con i vicini, nonostante Giuseppe abbia cercato di fermarla, ma ecco che alla porta apre la signora che, con stupore di Vittoria, è viva. Giuseppe quindi, una volta tornati a casa, rimprovera la moglie che, dal canto suo, gli chiede scusa.

Valerio (Massimo De Santis) va a casa di Marco (Alessandro Intini), comunicandogli di aver scoperto che sua sorella lavora nella polizia e che di conseguenza deve comunicargli cosa scoprono dalle indagini, altrimenti a rischiare sono lui e sua sorella.

Alessandro scopre tramite, tramite un collega di Rinaldi, che quest’ultimo sta lasciando il garage in cui vive.

Nello stesso momento si vedono i due fratelli Flaviano che vanno da Rinaldi, che nel frattempo sta preparando il borsone, per consegnarli la sua parte. In realtà è tutta una messa in scena, infatti subito dopo Giulio (Emiliano Coltorti) lo spara.

E difatti quando la squadra si reca sul posto è ormai troppo tardi, scena vista dai due fratelli che avevano ucciso Rinaldi dopo aver infatti scoperto, tramite Marco, che la polizia stava andando da lui.

Ottavo episodio. Elena e Raffaele (Max Giusti) sono chiamati per una rapina in banca: prima di agire Elena vorrebbe l’ok di Luca che però non si riesce a rintracciare. Raffaele fa però di testa sua e ordina ai ladri di uscire e di non far nulla agli ostaggi.

I due ladri escono a mani alzate, due ragazzi che i due poliziotti prendono, ma che sorridono, in quanto dicono di aver fatto solo uno scherzo, avevano infatti delle pistole giocattolo. Secondo le indagini i due ragazzi non risultavano drogati e in effetti non avevano preso nulla dalla banca, come lo stesso direttore di banca gli aveva confermato. Raffaele e Elena però non sono tanto convinti della cosa.

Ugo (Marco Marzocca) e Giuseppe si occupano del caso di un uomo che è stato truffato da un agente immobiliare: mette annunci su delle grandi case ad un prezzo basso, preso poi il bottino fa sparire le proprie tracce. I poliziotti si rendono conto che è già la quinta denuncia che ricevono dello stesso caso, quindi si fanno fare un indentikit dall’uomo e approfondiscono le loro indagini.

Antonio (Roberto Nobile) va a casa di Luca: il Commissario, deluso dall’ennesimo tentativo fallito sul caso di Irene, gli dice di non meritarsi quel posto, perchè lui ha fallito. Antonio però gli dice che in tutti quegli anni hanno perso colleghi o amici, che hanno vinto, che hanno perso, ma che mai chi li guidava aveva lasciato da soli i suoi uomini. Luca, incoraggiato dalle sue parole, torna a lavoro deciso a non lasciare più i suoi uomini.

Alessandro e Anna prendono un uomo che si stava recando nel garage in cui è stato assassinato Rinaldi, cercando di capire che collegamento potrebbe avere con lui.

Dal tabulato delle sue telefonate, esce fuori che oltre a chiamare Rinaldi, l’uomo aveva telefonato più volte anche un certo Aldo Foglia. L’uomo viene poi convocato in Commissariato e si ritrova costretto a confessare che si tratta di un esattore di debiti di gioco del clan Gerace che ha in gestione tutte le bische della capitale romana e un importante giro di prostituzione e di droga.

Il caso dei dei due ragazzi continua a non convincere Elena e Raffaele che ne parlano con Luca: loro entrano, fanno chiudere gli occhi, dopo che già li avevano visti in volto, hanno delle pistole giocattolo e ad un certo punto i testimoni hanno detto di aver sentito solo la voce di uno dei due, quella di Domenico. Comunque sia, dieci minuti sarebbero stati sufficienti a rubare qualcosa che potrebbero aver dato a qualche complice interno, dato che loro non avevano nulla addosso. Quello che bisogna fare è vedere le schede dei dipendenti e vedere se effettivamente manchi qualcosa o meno, quindi fanno controllare, a chiunque ne possieda, la propria cassetta di sicurezza.

Vittoria, dopo aver visto sbirciato nel famoso baule dei vicini in cui credeva ci fosse il corpo di qualcuno, trovando invece delle parrucche, va al distretto da Giuseppe per chiedergli scusa, poi vede l’identikit del presunto truffatore immobiliare e osserva che somiglia al loro vicino con quache parrucca e baffi. La cosa sembra convincere anche Giuseppe che subito gli vuole tendere una trappola: cercano infatti un possibile annuncio del truffatore per poi fissare con lui un appuntamento a cui si presenta Ugo. Dopo aver sentito l’offerta, a cui Ugo si mostra molto interessato, e dopo che l’uomo chiede subito il denaro, escono fuori i poliziotti che lo smascherano.

Elena scopre tra le liste dei dipendenti che uno di loro, Andrea Lolli, abita nella stessa via di Domenico e che i tre hanno frequentato lo stesso istituto di ragioneria negli stessi anni.

Raffaele e Elena lo interrogano ma lui ammette di conoscere i due ragazzi, ma dice anche che si tratta solo di una coincidenza dato che non vede i due ragazzi da parecchi anni.

La verità si fa vicina quando al distretto arriva una lettera anonima in cui ci sono delle foto che ritraggono un uomo anziano che presta attenzioni particolare a dei bambini: si tratta di Maccione, che anni addietro era stato accusato di pedofilia ma che poi era stato rilasciato per mancanza di prove.

Le prove in realtà esistevano, le foto per l’appunto, scattate da Trapani che si occupava del caso, ma che non aveva mai mandato al processo scagionando l’uomo.

Ed ecco cosa centrano in tutto ciò i due ragazzi: quando hanno scoperto, tramite l’amico appena assunto in banca, che le foto si trovavano nella cassetta di sicurezza, la numero 37, di Trapani, hanno organizzato il piano della finta rapina per poter prendere le foto, aprendo la cassetta tramite un dispositivo comprato in internet, e hanno mandato anonimamente le foto al distretto in modo da riaprire il caso.

Per incastrare anche il detective Trapani, lo fanno richiamare per controllare nuovamente la sua cassetta di cui l’uomo dice nuovamente che non manca nulla, ma poi Elena gli mostra un mandato secondo il quale posso controllare il suo contenuto trovando così le foto.

A fine caso, i poliziotti e la dottoressa Orlandi ringraziano i due ragazzi che alla fine vengono condannati ad un mese di arresti domiciliari per procurato allarme e una settimana in più per materiale illegale acquistato in rete.

I poliziotti fanno la loro incursione nella bisca clandestina e arrestano tutti gli avventori del luogo. Viene presa anche Melissa (Eleonora Sergio) che prima si essere presa da Luca si era chiusa in bagno dove aveva buttato nel water la sua scheda telefonica. A tutta la scena assiste anche Marco che nel frattempo, dopo aver preso un pò di denaro, si era recato nel posto.

  1. ottobre 16, 2008 alle 3:39 pm | #1

    distretto quest’anno è fantastico è mitico nn ho parole è bellissimo

  1. No trackbacks yet.